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Monastero Della Visitazione SM Soresina

Interno della chiesa del Monastero Cenni Storici della Fondazione

La prima comunità monastica femminile di Soresina in epoca moderna fu quella delle Servite di Santa Maria del Paradiso, soppresso nell'ultimo decennio del '500. Verso il 1685 frequentava la chiesa di San Francesco dei Minori Osservanti un gruppo di donne nubili, che avevano ricevuto 'l'abito di Terziarie francescane'. Col tempo la piccola comunità si trasformò in monastero, che però aveva anche la possibilità di accogliervi le educande.Coro: qui l'anima della Comunità si esprime nella preghiera di lode e di intercessione per la Chiesa e per il mondo
 Col tempo la situazione politica stava cambiando. Agli inizi del 1800 il governo austriaco aveva espresso il desiderio che si diffondesse un Ordine che,  per la saggezza delle sue leggi, cChiostro: la giornata si svolge nella armoniosa unione dei cuori nel silenzio che avvolge il Monasteroontribuisse al bene e al vantaggio della società. Il Vescovo Omobono Offredi stava intanto maturando un suo progetto su di un educandato privato e una scuola femminile pubblica gestita da religiose volenterose e capaci, ma appartenente ad una Congregazione di più solida istituzione canonica di quella delle Terziarie Regolari francescane. Secondo questo Vescovo sarebbe stato opportuno che le ex Terziarie di Soresina accettassero di diventare 'Sorelle della Visitazione'. Le religiose acconsentirono. Inoltre furono mandate due suore dal monastero della Visitazione di Alzano, fondato nel marzo del 1737. La data di arrivo delle due suore risale al 23 aprile del 1816. Nel 1817 la comunità visitandina poteva cominciare l'attività educativa. Alla comunità Sala del Capitolo, dove sotto l'azione dello Spirito santo le Sorelle accolgono la Parola di Dio e esprimono il loro parere circa il bene della Comunità nelle circostanze richiestenon mancarono in quegli anni prove dolorose. In seguito alla morte di due Madri Superiore la comunità ebbe l'idea di chiedere la 'carità di due sorelle' alla Visitazione di Modena, con la quale erano frequenti i rapporti epistolari. Queste due sorelle arrivarono il 16 novembre 1826.
Frattanto il già sofferente Vescovo Omobono cessò di vivere (28 gennaio 1829). La sede episcopale di Cremona rimase vacante per diversi  mesi. Il 12 maggio 1831 fece il suo ingresso nella diocesi di Cremona il nuovo Vescovo mons. Carlo Emanuele Sardagna De Holstein. Il 23 maggio 1833 fu eletta Madre Suor Luigia Teresa Palazzini. Nel  primo triennio del suo superiorato ella pianse con la comunità la morte di ben nove professe. La Madre Luigia Teresa fu riconfermata nella sua carica di Superiora il 19 maggio 1836. A Soresina stava già imperversando da due mesi un'epidemia di colera, ma il monastero e l'educandato furono Refettorio, insieme al nutrimento del corpo viene offerto, a turno da una Sorella, un sostanzioso nutrimento spirituale attraverso la lettura di articoli religiosi, libri agiografici e spirituali.risparmiati.
Nel novembre del 1837 il monastero soffrì per una circostanza inaspettata: il Vescovo Carlo Emanuele Sardagna aveva rinunciato alla Sede vescovile di Cremona e il giorno 24 era partito dalla città per ritirarsi a vita privata. Nell'ottobre 1839 subentrava il nuovo Vescovo mons. Bartolomeo Casati, che però morirà il 18 settembre del '44. Nell'ottobre del 1847 don Paolo Andreis divenne confessore ordinario della comunità, mentre don Giuseppe Brignoli fu Chiostro esterno del Monasteropromosso all'ufficio di Padre Spirituale.
Nel 1848 a Roma avvenivano fatti di sangue: era stato assassinato un autorevole uomo politico che godeva della fiducia del Papa e lo stesso Pio IX era stato costretto ad abbandonare la città in rivolta e a rifugiarsi a Gaeta. Allora le visitandine si impegnarono a chiedere al Signore il ritorno a Roma del Santo Padre e la cessazione delle ostilità, con un'adorazione eucaristica di ventiquattro ore consecutive, programmata per il giorno 15 di ogni mese.
Frattanto la pace era ritornata.
Il 6 dicembre 1849 il Padre Nicolò Giovanni Battista Oliveti chiese alla Madre Superiora di accogliere nella comunità o nell'educandato due 'morette': le vivacissime Bakita e Coscè Factna furono le prime due del gruppo delle undici morette che nell'arco di circa trent'anni trovarono asilo nella 'Casa delle Suore'.
In quegli anni incombeva sui monasteri del Piemonte, della Savoia e della Liguria la minaccia di gravi restrizioni alla loro libertà. Ma la Provvidenza vegliava: infatti il Primo Ministro, il conte di Cavour, pur favorevole all'applicazione della legge di soppressione nei riguardi di molte istituzioni religiose, escludeva dal provvedimento l'Ordine della Visitazione, perché si vantava di essere un lontano parente di san Francesco di Sales.
Nell'agosto del 1856 era giunta la consolante notizia che la Visitazione di Baltimora aveva fondato una nuova Casa a Brooklyn, nello Stato di Nuova York. Ancor più sorprendente e stimolante fu la notizia che il giorno 5 dello stesso mese erano partite da Milano cinque suore dirette a Montevideo, nel lontano Uruguay, per fondarvi il primo monastero della Visitazione dell'America Latina: l'ordine si diffondeva!
Promotrice e protagonista del trasloco del monastero nella nuova sede di contrada Argini fu la Madre Gaetana Gabriella Anderloni, eletta Superiora per la prima volta il 28 maggio 1857. L'occasione si presentò finalmente quando il reverendo don Paolo venne a riferirle di essere stato interpellato sulla possibilità di proporre alle suore l'acquisto del grande caseggiato di contrada degli Argini, di proprietà dei signori Tirelli e Cervi: il famoso convento dei Frati Minori Osservanti soppresso nel 1798; lo stesso che Suor Gaetana Ferrari avrebbe desiderato acquistare nel 1815. La comunità salesiana si trasferì nel nuovo monastero ai primi di novembre del 1859. La numerosa famiglia visitandina giunta nel caseggiato di contrada Argini contava sessantatré religiose.
Intanto in Italia erano avvenuti fatti clamorosi. Nel febbraio del '61, a Torino, si era riunito il primo Parlamento Italiano e nel mese di marzo era stato proclamato il regno d'Italia sotto la corona di Vittorio Emanuele II di Savoia. Qualche mese più tardi giunse al monastero della Soresina la notizia dell'improvvisa morte del Conte di Cavour, avvenuta a Torino il 21 giugno dello stesso anno. Le suore offrirono suffragi per la sua anima, ricordando la protezione accordata dal Ministro all'Ordine della Visitazione.