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Intervista alle Visitandine di Pinerolo

DA  NOI IL MONDO PASSA SOTTO SILENZIO

Sveglia alle 5.30 e poi preghiere, letture, lodi fino alle 22. Il monastero di clausura di Pinerolo ci ha aperto la porta per la prima volta. E abbiamo incontrato sette suore speciali. Che accolgono chi vuol meditare.
Dal settimanale "IO DONNA  del 4 agosto scorso
Di Umberto Gay; foto di Amalia Violi


Vengo dal Messico, sono laureata in pedagogia. Presi i voti svolgevo ruoli "attivi", dice Suor Reyna Elisabeth. Ma mi mancava qualche cosa. Poi l'invito qui a Pinerolo. Ero spaventata dall'idea della clausura fisica completa. Ma quando ci ho riprovato il terrore del "chiuso" è sparito. "Qualcuno" mi aveva voluta, aiutata.Oltre la grata del Monastero della Visitazione di Pinerolo le suore di clausura dell'Ordine fondato da S. Francesco di Sales nel 1610

Nel monastero di clausura della Visitazione di Pinerolo, Torino, Ordine fondato da San Francesco di Sales nel 1610, vivono sette suore di età e nazionalità diverse. E' la prima volta che l'intera comunità di suore di clausura di Pinerolo si concede a un'intervista e a un reportage fotografico.

Madre Maria Federica, la Superiora, assicura che in convento non c'è tempo per la noia:
" sveglia alle 5.30. Alle 6 un'ora intensa di preghiera e meditazione individuale. Poi fino alle 7.30, letture comuni di brani sacri. Lodi dalle 8 alle 9, uno dei momenti centrali del nostro pregare. A turno alcune sorelle preparano il pranzo. Lo consumiamo in silenzio,  mentre una di noi legge brani scelti. Alimentare il corpo e contemporaneamente lo spirito. Dopo pranzo, continua Madre Maria Federica, un'ora dedicata allo svago e alla discussione sulle notizie che vengono dal mondo. Alle 16.30, il rosario, che ci conduce al vespro e a un'altra mezz'ora di meditazione individuale. Poi, fino all'ora di cena attività inerenti alla gestione del monastero, e dopo cena ancora riflessione e dialoghi. Alle 21, compieta: preghiere e letture per affidarci per la notte nelle mani del Signore. Alle 22 si spengono le luci. Ecco la nostra pienissima giornata.

Tra le attività del convento, "Casa Chantal", casa d'accoglienza per chi voglia trascorrere dei periodi di riflessione e preghiera in sintonia con le sorelle. Ci sono anche spazi ampi e luminosi per incontri, convegni e cerimonie. Chantal, nobildonna vissuta a Digione a cavallo tra il 1500 e 1600, è confondatrice dell'Ordine insieme con San Francesco di Sales, che la definiva " la mia figlia prediletta ". Li unì il comune desiderio di dare vita a un Ordine monastico.

Anche Suor ANA LETICIA, 25 anni, viene dal Messico, ed è entrata in convento a 14 anni: "Ma solo nella clausura completa sono realizzata e felice nella mia vocazione". Una felicità che la consorella Maria Angela spiega così: " E' un contatto con lo Spirito nella massima intensità. Lavoravo in un ufficio, poi a 22 anni - ora ne ho tre volte tanti - ho sentito la forza della chiamata e sono entrata in convento.

Non si tratta di sottrarsi al mondo e al dovere dell'aiuto, dicono le suore, ma al contrario, di fare sempre di più per gli altri: "prestavo la mia opera in ospedale" dice suor Patrizia Benedetta. "per me era importante incontrare e aiutare i sofferenti. Sono entrata in clausura proprio per aiutarli di più. Prima dei voti suor Maria Valeria è stata maestra, spesso all'opera con bambini in difficoltà, e ha una lunga esperienza di volontariato: " Ero consapevole dell'importanza del mio impegno. Ma giorno dopo giorno mi sono resa conto che avrei potuto raggiungere il cuore delle persone e aiutare meglio il prossimo dedicando alla preghiera ogni momento della vita. La preghiera sarebbe diventata la mia azione, il mio lavoro.

AL'ingresso e la cappella del Monastero della Visitazione di Pinerolonche Madre Maria Federica ha alle spalle un lungo periodo in ruoli attivi:  Ma un certo punto ho capito che " essere per loro " valeva di più che " dare per loro ". Prima raggiungevo solo un limitato numero di fratelli, ora il mio impegno è per il mondo intero, tramite Dio. Come una piccola radice nascosta che fornisce linfa a tutta la pianta. Aggiunge suor Maria Valeria: " una comunità in clausura, sopratutto quando è riunita in preghiera, è un segno particolare, un faro puntato sull'essenziale: Dio, al primo posto nella vita degli uomini. " La clausura è spazio per l'intimità divina " dice suor Giovanna Francesca. " Un solo corpo spirituale nel quale circola la linfa divina della grazia, che raggiunge zone impensate e sconosciute ". " Spesso preghiamo per qualcuno in particolare " dice suor Patrizia Benedetta. " Gente in difficoltà, persone malate. Segniamo su una lavagna i nomi di chi ci chiede aiuto. Gesù disse: chiedete e vi sarà dato. In qualche modo Dio risponde sempre. " Ma prima di affrontare il male che c'è fuori è importante riconoscere quello che portiamo dentro " aggiunge suor Maria Valeria. " Collegare il nostro male con quello esterno e cercare la salvezza grazie alla forza della preghiera ".

Suor Giovanna Francesca, da cinquant'anni in convento: " Ero innamorata della vita e della mia libertà " dice. " Verso i 15 anni, mentre qualcuno si interessava a me, un Altro più grande e amabile mi ha chiesto di donargli il cuore. Come resistere all'invito di Uno che, come ha detto San Paolo, " Mi ha amato e ha dato se stesso per me ?". La ragione della mia scelta è tutta qui: amore ".

 

Il monastero offre anche la possibilità di trascorrere un
Periodo di meditazione e di alloggiare nella casa Chantal.
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