Stampa

La festa liturgica di s. Francesco di Sales alla Visitazione di Genova

                        Sua Ecc.za Mons. LUIGI ERNESTO PALLETTI
                             presiede la concelebrazione Eucaristica 
                                 per la festa di S. Francesco di Sales
              nella chiesa del Monastero della Visitazione di Genova


Martedì 24 Gennaio, festa liturgica del loro fondatore, San Francesco di Sales, nella chiesa
del Monastero di Clausura delle Suore della Visitazione in Genova Quinto, ha avuto luogo la
Concelebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo Ausiliare di Genova, Mons. Luigi Palletti, a cui hanno partecipato Mons. Mario Grone e Padre Luigi Nuovo dei padri Missionari Vincenziani.S E. Mons. Palletti e i Concelebranti all'inizio dell'Eucarestia

Chi entra nel silenzio di questo Monastero è colpito, chi ha la ventura di incontrarle, dalla
dolcezza decisa di queste Suore, dal garbo elegante delle loro maniere, dalla cordialità sincera del  loro comunicare: sono queste le caratteristiche, oggi troppo preziose, riflesse in quest'Ordine da Francesco di Sales, santo francese originario dell'Alta Savoia, grande vescovo, predicatore  travolgente e di fama. Da vero nobile qual era, infatti, egli si distinse per la raffinata e accurata  educazione, con quella siL'omelia di Mons. Luigi Ernesto Pallettignorilità e dolcezza dei modi per cui è conosciuto come il Santo delle buone  maniere.

Giovanissimo e autorevole avvocato, entrò ben presto a far parte del Senato di Chambéry,
composto dai migliori giuristi del ducato; abbandonata l'avvocatura, a ventisei anni divenne
sacerdote, a trentadue vescovo. Fu direttore spirituale di tanti santi, tra cui un altro grande santo francese, San Vincenzo de' Paoli, che sarà, dopo la sua morte, il saggio confidente delle Visitandine.
Considerato il padre della spiritualità moderna, influenzò tutto il Seicento e a lui si sono ispirati numerosi santi fondatori di Ordini religiosi, come don Bosco, che lo scelse quale patrono dei
Salesiani. Scrisse libri spirituali tuttora fondamentali e in particolare quelli che egli definiva “ questi due poveri libretti “: il lungo Trattato dell'amor di Dio e la più semplice Introduzione alla vita devotao “ Filotea “, che, come spiega nella prefazione, vuol dire amante e desiderosa di amare Dio. Per questo, Paolo VI nel 1967, quarto centenario della nascita, lo riconobbe “ Doctor Divini Amoris ”.
Un momento della ConcelebrazionePer la sua monumentale ed efficace attività di scrittore e di predicatore, che culminò, per
capacità diffusiva, oltre che nelle migliaia di lettere rimaste, nella celebre opera di volantinaggio settimanale ( “ Les controverses “ ), con cui esponeva il contenuto delle sue prediche, nel 1923, in occasione del terzo centenario della morte, fu proclamato da Pio XI Patrono dei Giornalisti e di quanti diffondono la cristiana dottrina servendosi dei mezzi di comunicazione sociale. Si racconta che la penna di San Francesco di Sales un giorno si spuntò; egli se l'accostò al cuore e la penna riprese a scrivere. La Collezione completa delle sue opere comprende ventisei volumi ed è edita dalle Visitandine di Annecy, che li rinnovano costantemente man mano che si esauriscono.Venerazione della Reliquia di S. Francesco di Sales, poi data da baciare ai fedeli.
Mons. Palletti, nella sua appassionata omelia, ha inquadrato, con taglio estremamente chiaro
e semplice, questa grande figura di Santo nel suo tempo, il Rinascimento, caratterizzato dalla
centralità dell'uomo nella sua naturalità ( “ homo naturalis “ ), da cui il termine “ umanesimo “, e lo ha osservato in controluce, come in filigrana. La luce che ci permette di guardare Francesco di Sales in filigrana – ha esordito – è la parola di Dio: “ Oggi la parola di Dio è risuonata come una grande luce “ ha egli aggiunto, riferendosi alla lettura del Vangelo della liturgia “ Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini “ ( Mt 5, 16 ).
Per le Visitandine, infatti, il modello a cui ispirarsi nell'ascesa spirituale, come insegnava il
loro fondatore, è Gesù: “ Egli è la luce del mondo; in Lui, dunque, da Lui e per Lui noi dobbiamo essere illuminati e rischiarati “ ( Vita Dev., II ). E San Vincenzo de' Paoli definì San Francesco di Sales “ la copia più vera di Gesù in terra “.
Il Vescovo Ausiliare ha rilevato che chi guarda Francesco vede un santo indiscutibilmente
mite; un santo veramente paterno; un santo certamente sapiente. Ma ha osservato che, se lo
guardiamo alla luce della parola di Dio, ci accorgiamo, come in filigrana, che tutto questo è ancora più grande, perché dietro a questo dominio di sé, dietro a questa paternità, dietro a questa sapienza non c'è semplicemente l'uomo, ma c'è il mistero di Dio che agisce dentro di lui.
Mons. Palletti ha quindi preso in considerazione, una per una, queste   sue virtù.                                                                                                                                    Riguardo alla mitezza, egli ha messo in rilievo il senso di equilibrio e di armonia della sua
spiritualità, osservando che il dominio di sé in Francesco vuol dire non soltanto eccellere nelle virtù, ma, ancor prima, avere raggiunto quella apertura alla grazia di Dio che rende possibile ciò che umanamente sarebbe impossibile.
Egli ha precisato, al riguardo, che il dominio di sé in Francesco passa prima di tutto
attraverso la regalità di Cristo, mediata dalla sua parola e dalla sua grazia, e per questo diventa virtù. “ Questo non sostituisce la sua volontà, la quale alla luce della grazia viene anzi potenziata, resa capace di prendere e di intraprendere una direzione nuova verso la vera libertà “. Francesco, capace di dominare se stesso, manifesta la potenza e la libertà che l'uomo riceve da Dio e che – ha proseguito – non è la possibilità di fare tutto quello che si vuole e quando si vuole, ma è la capacità di governare la propria persona.
Riguardo alla paternità, Mons. Palletti ha messo in rilievo il senso umano e realistico della
sua spiritualità, osservando che egli è il pastore che, lontano dalle sottigliezze dogmatiche,
riconosce con spirito pratico un'umanità ferita che ha bisogno di essere risanata, un'umanità
disorientata che ha bisogno di essere nuovamente indirizzata, un'umanità chiusa che ha bisogno di imparare l'amore. “ E dove sta l'amore in Francesco se non nell'accorgersi che Dio ci ha preceduti, che Dio ha preceduto Francesco, e che perciò Francesco non può rispondere che in quel modo che Egli ha indicato? “.
Egli ha precisato, al riguardo, che anche nello straordinario zelo episcopale per la sua
diocesi, Francesco è pienamente conformato a Cristo, il quale chiede a Pietro un atto di autentica carità pastorale: “ Pasci le mie pecorelle “ ( Gv 21, 17 ). E ciò è possibile – ha detto il Vescovo Ausiliare – perché la paternità in Francesco non è semplicemente un affettuoso sentimento umano, ma è la figura del Padre che si manifesta in lui. “ Non si sostituisce alla paternità di Dio, perché la paternità di Dio è unica; ma prende parte a quella paternità, in modo che guardando lui si vede quella paternità, toccando lui si tocca il Padre, ascoltando lui si ascolta il Padre “.
Riguardo alla sapienza, Mons. Palletti ha messo in rilievo il senso ottimistico e vivace della ua spiritualità, che, precorrendo i più moderni documenti conciliari e postconciliari, come
l'Esortazione Apostolica ai Laici del Beato Giovanni Paolo II, ne fa un maestro ancora autorevole e amabile: egli, infatti, attraverso le sue molteplici attività, sa dimostrare che la sapienza divina è raggiungibile da chiunque, seppur con espressioni diverse, in qualsiasi stato della vita, purché radicata e sostenuta dall'amore di Cristo. “ Il Signore l'ha ricolmato dello spirito d'intelligenza e l'ha guidato per una strada diritta nei suoi consigli e nella sua scienza “.
Nel “ Trattato dell’amor di Dio ” inoltre San Francesco di Sales raccomanda che bisogna fare tutto per “ le bon plaisir de Dieu ”, cioè per amore di Dio diremmo noi in modo più spicciativo: ma quale dolcezza autorevole invece in questo suo parlare raffinato e paterno. Sensibile alle istanze culturali e alle novità scientifiche del tempo, studiosissimo, profondo in dottrina, per avere fondato teologicamente l’idea che “ Dio è un Dio dal cuore umano ”       ( “ suavis et mitis “, non più “ magnus et terribilis “ ), egli nel 1877 fu proclamato da Pio IX dottore della Chiesa.
Mons. Palletti ha concluso l'omelia affermando che, letta nella fonte di luce da cui proviene,
la figura di Francesco di Sales è un dono della Parola, che è Gesù Cristo, e pertanto va letta in Gesù Cristo, per riportarci al grande mistero del Padre che è nei Cieli.
Aveva solo ventidue anni il futuro Vescovo Francesco quando scrisse il suo orientamento
fondamentale: “ Ad imitazione del discepolo prediletto Giovanni, starò sempre sul petto e sul Cuore pieno di amore dell’amatissimo nostro Salvatore ”. Madre Chantal assicura: “ La dolcezza del nostro Beato era incomparabile “. La gente del suo tempo diceva: “ Quanto dev’essere buono Dio, se il suo Vescovo Francesco di Sales è così buono! ”. A noi noi non resta che, facendo tesoro della sua dottrina e del suo esempio, ripetere con devozione la preghiera a lui dedicata: “ O Dio, concedi anche a noi, come al Santo Vescovo Francesco di Sales, di testimoniare sempre la dolcezza del Tuo amore di Padre “.
Questo è l'insegnamento dolce, paterno e sapiente che, parlando alla nostra anima, ci ha
comunicato San Francesco di Sales nel giorno della sua festa dal silenzio del Monastero delle
Visitandine. Ha scritto Papa Benedetto XVI nello stimolante Messaggio pubblicato, com'è tradizione, in questo giorno per la 46a Giornata Mondiale per le Comunicazioni Sociali del 20 maggio prossimo dal significativo titolo “ Silenzio e Parola, cammino di evangelizzazione “: ” E' dalla contemplazione silenziosa che nasce in tutta la sua forza interiore la necessità imperios. di «comunicare ciò che abbiamo visto e udito» affinché tutti siano in comunione con Dio ( cfr. IGv 1, 3 ) “.

A cura di PierLuigi Pastorino

 

I Monasteri della Visitazione d'Italia

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.