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Prima Messa Dom Teodoro

Il genovese Benedettino Olivetano don Teodoro Muti appena ordinato sacerdote continuerà il suo servizio a Monte Olivero.

N. S. Assunta di Nervi  e Monastero delle Visitandone prime ss. Messe genovesi di dom Teodoro.

 Dom Teodoro all'inizio della sua Prima Santa Messa Solenne nel Monastero della Visitazione di GenovaHa voluto tornare per celebrare le sue prime ss. Messe nei luoghi che lo videro chierichetto e dove nacque quella vocazione per lo studio e per la vita religiosa che lo hanno portato, all'età di 28 anni, all'impegnastiva scelta della vita monastica. Carlo Muti nel 2000 assumi il nome di Teodoro ed entra nell'Abbazia di Monte Oliveto maggiore ad Asciano, in provincia di Siena e dopo il lungo percorso di studio e preparazione, domenica 20 novembre 2011 è ordinato sacerdote, nella stessa abbazia dal Vescovo Giuseppe Sciacca, Segretario del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.
Lunedì 21 è tornato nella sua Nervi, e presso il Monastero delle Suore Visitandone di C.so Europa, a celebrato nel pomeriggio la sua prima s. Messa. Dom Teodoro durante la Celebrazione della Sua Prima Messa
Coadiuvato da un amico di infanzia, Sandro Marsano, pure lui sacerdote, nella congregazione dei Filippini, presenti i Genitori, gli amici più cari in una suggestiva atmosfera creata dai canti delle suore Visitandone, don Teodoro ha celebrato il divino sacrificio. Lo ga pure assistito nella celebrazione Riccardo Arancio, diaconoPermanente della Parrocchia di N.Signora delle Guardia di Quezzi. "Gioisci, esulta, Figlia di Sion, perché, ecco, io vengo ad abitare in mezzo a te, oracolo del Signore."Dom Teodoro al momento della sua prima Consacrazione Eucaristica durante la solenne prima messa celebrata nel Monastero della Visitazione di Genova
La lerttuera del profeta Zaccaria, fatta durante la celebrazione, preannunzia la missione sacerdotale ed il brano del Vangelo di Luca, dove è detto "Mi a madre e i miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica" ci ibitra ad una famigliarità che non annulla i legami naturali ma li vuole porre nell'amore verso il cristo.
L'omelia che don Sandro Marsano ha rivolto ai fedeli, è partita da una frase che S. Carlo Borromeo disse quando venne a conoscenza della morte di un sacerdote che aveva appenaDon Alessandro all'omelia della solenne Prima Messa di Dom Teodoro celebrato la sua prima Messa: "A fatto tutto quello che doveva fare".
Questo per significare che il sacerdote stesso è la S. Messa, e il sacrificio di Cristo per salvare l'umanità. Cristo ha dato al sacerdote la dignità per essere tutto, ma solo attraverso la celebrazione del sacrificio.
Eì sufficiente portare la mondo la parola di Dio, senza mai rirasi indietro se Cristo ti chiede qualcosa.
La celebrazione della S. Messa è proseguita, con una particolare attenzione verso un corretto cerimoniale liturgico; da sempre dom Teodoro è stato attento anche a questo aspetto nelle celebrazioni religiose, che arricchisce, con forme esteriori, il profondo contenuto e significato della cerimonia. Ed al termine della s. Messa, dopoa la benedizione Apostolica impartita dal novello sacerdote, come da antica consuetudine confermata ancora da Papa Paolo VI, si è rinnovato il rimodella venerazione delle mani al sacerdote.
La venerazione per le mani consacrate del sacerdote, baciate con riverenza dai fedeli, è da sempre presente nella Chiesa. Basti pensare che durante le persecuzioni, nei primi secoli, un oltaggio particolare ai vescovi e ai sacerdoti consisteva nell'amputare le loro mani, perché non potessero più ne consacrare ne benedire. Si è voluto con il bacio delle mani al novello sacerdote manifestare un espressione delicata di fede e di amore a Gesù che il sacerdote impersona. Il martedì successivo

Pier Luigi Gardella
Dal Settimanale Cattolico di Genova "Il Cittadino"

I Monasteri della Visitazione d'Italia

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