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LA VISITAZIONE DA 400 ANNI CASA DI DIO

LA VISITAZIONE DA 400 ANNI CASA DI DIOChiesa del Monastero della Visitazione di Treviso, dove si conserva e si venera, incorrotto e vermiglio, il cuore di S. Francesco di Sales
Domani la solenne apertura dell'Anno Giubilare
Domani si aprirà solennemente in tutti i Monasteri della Visitazione sparsi nel mondo l'Anno Giubilare per il IV Centenario della fondazione dell'Ordine della Visitazione. In ogni Monastero un fitto calendario di iniziative coinvolgerà - fino al 13 dicembre 2010 - le diverse componenti della Chiesa nella memoria dell'evento.
La prima fondazione ebbe luogo quattro secoli fa, il 6 giugno 1610 ad Annecy: quel giorno Giovanna Francesca Frémyot di Chantal e le sue prime compagne - Maria Giacomina Favre, Giovanna Carlotta de Bréchard ed Anna Giacomina Coste - ricevettero da san Francesco di Sales un sunto delle Costituzioni e presero alloggio in una piccola casa. Scopo della nuova Famiglia spirituale era "dare a Dio delle figlie di preghiera"  per servirlo e adorarlo" in spirito e verità". Il titolo di "Visitazione di Santa Maria" fu scelto perché questo mistero, allora poco celebrato nella Chiesa, lo fosse almeno tra le sue figlie. Era intenzione del Fondatore, inoltre, che le Suore si dedicassero in parte alla visita e alla cura dei poveri seguendo in questo l'esempio di Maria nella visita a santa Elisabetta. Ma le circostanze imposero diversamente. Realizzeranno il suo progetto san Vincenzo de' Paoli e Luisa de Marillac.
Donne di carne, sorelle in umanità, capaci di assoluto, "indicatori del cielo e testimoni dei beni futuri" come le definì Giovanni Paolo II (VC 85), anche le Sorelle della Visitazione nel mondo "dicono Dio" dietro le alte mura con dolcezza e umiltà. In un nascondimento che non è fuga, ma farsi "radici" per la Chiesa e per l'umanità: "è proprio perché "parliamo con Dio" che camminiamo realmente al passo faticoso di tutti i fratelli". Sulle orme del santo Dottore dell'Amore Divino e dell'umilissima santa di Chantal esse cercano di "vivere l'Evangelo con la forza dell'unione dei cuori che vince ogni limite e diversità", senza sogni di carriera eppure pienamente realizzate, dietro una grata ma in somma libertà. "Incontriamo poche persone, ma siamo unite ai fratelli in umanità e nella preghiera raccogliamo tutto l'amore e il dolore del mondo per unirlo a quello di Cristo e, con Lui, offrirlo al Padre". Ed ancora, "nei nostri Monasteri ci impegnamo ogni giorno a tessere la trama di un amore fraterno che guarda oltre i lineamenti dei volti per scorgervi i tratti del divino". "Apparteniamo a un Ordine dedicato alla Madre di Dio contemplata nel mistero della Visitazione: con Lei e come Lei percorriamo ogni giorno i sentieri dei cuori per portarvi Gesù".  Ma infine, chi sono queste monache? "Donne felici!" è la risposta.
La presenza delle Visitandine in Italia è articolata in due Federazioni. Al Sud come al Nord, chi ha possibilità numerica in Comunità prepara particole per le Parrocchie e si prende cura dei paramenti sacri, altre comunità hanno offerto alla Diocesi parte del monastero e creato centri di spiritualità a disposizione del Vescovo per incontri, ritiri spirituali e iniziative diocesane. Oltre a questa disponibilità tutti sono aperti all'accoglienza di giovani o donne per momenti di preghiera e di condivisione comunitaria all'interno della clausura o nella foresteria, in quanto questo rientra nel carisma specifico dell'Ordine: Francesco di Sales voleva che i monasteri fossero "un rifugio per le donne che avevano bisogno di ritrovare Dio nel silenzio e nella preghiera o aderire alla sua volontà nel prendere decisioni importanti e decisive per la loro vita e il loro bene spirituale". Un servizio del tutto particolare è riservato ai sacerdoti per offrire loro la possibilità di giornate di ritiro, momenti di preghiera liturgica privata o condivisa con la comunità. "Siamo figlie di un Vescovo che ci voleva "figlie della Chiesa"", sottolineano con vigore.

L'espansione oltreoceano - aggiungono con speranza - "possiamo chiamarla il "futuro della Visitazione". Guardiamo con tanto amore e fiducia alle nostre Sorelle nelle Filippine, in Libano, in Corea e in Africa che pur tra sofferenze, povertà e difficoltà fioriscono di generose vocazioni, come pure la Colombia ed il Messico, dove si realizzano sempre nuove fondazioni. In Europa le vocazioni diminuiscono, ma noi sentiamo la voce piena di fraterno amore che le Sorelle Latinoamericane ci rivolgono: "veniamo noi... siamo povere ma siamo un cuore solo e un'anima sola, per noi tutto il mondo è "Visitazione"".

Le Monache ricordano poi a tutti, fedeli ed amici, che dal prossimo 24 gennaio al 13 dicembre 2010 i fedeli che visiteranno la chiesa di una Visitazione, vi sosteranno in preghiera, assisteranno ad una santa Messa o ad altra funzione religiosa, potranno lucrare, alle solite condizioni, l'Indulgenza Plenaria concessa da Benedetto XVI per questa circostanza.   
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Una «famiglia» in preghiera che abbraccia il mondo 
I numeriLa piccola casa, detta della Galleria, dove ebbe inizio, il 6 giugno 1610, l'Ordine della Visitazione

I Monasteri della Visitazione d'Italia

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