Mons. Canessa alla Visitazione di Genova per il Sacro Cuore

La festa del S. Cuore di Gesù, sorgente di spiritualità per l'Ordine della Visitandine

Mons. Martino Canessa, Vescovo di Tortona, ha presieduto la S. Messa della Solennità del S. Cuore nel Monastero della Visitazione a Genova-Quinto
La festa del S. Cuore di Gesù, sorgente di spiritualità per l'Ordine della Visitandine

Il 1° luglio scorso,solennità del S. Cuore, che viene tradizionalmente celebrata il venerdì Mons. Canessa all'inizio della Concelebrazione saluta la Comunità e i numerosi fedeli presentisuccessivo all'ottava del Corpus Domini, Mons. Martino Canessa, Vescovo di Tortona, ha presieduto la Concelebrazione Eucaristica nella chiesa del monastero di clausura della Visitazione in Genova Quinto insieme ai sacerdoti don Corrado Franzoia, parroco di S. Pietro in Quinto, e a don Michele Marconcini, parroco di S. Lorenzo in Vexina di Avegno e molto legato a questo monastero per avervi avuto tre sorelle visitandine tra le sette sue sorelle suore 
.

Il rito si è svolto, come ha rilevato il vescovo stesso, in un ambiante in cui è più facile la concentrazione nella preghiera e l'evento è stato di grande attualità anche perché in occasione della prossima giornata mondiale della Gioventù, nella Veglia all'Aereodeomo di Madrid prevista per il 20 agosto, Papa Benedetto XVI consacrerà tutti i giovani al S. Cuore di Gesù.

Nella sua omelia, Mons. Canessa si è detto molto contento di poter ritornare a calebrare, dopo alcuni anni, l'Eucarestia in questo Monastero e a ringraziato la Superiora per aver  concesso alla Diocesi di Tortona, nell'aprile scorso,l'onore e la grazia della ospitalità delle reliquie di S. Margherita Maria Alacoque.

NUn momento della Concelebrazioneel 400° anniversario della fondazione dell'Ordine della Visitazione, infatti, le Reliquie della Santa sono giunte in Italia per un pellegrinaggio di alcuni giorni in tutti i Monasteri della Visitazione e presso alcune chiese e parrocchie, e sono state così esposte alla pubblica venerazione.

Mons. Canessa ha rilevato che la devozione al S. Cuore di Gesù - contenuta già in embrione nella S. Scrittura, approfondita poi dai ss. Padri, dai Dottori della Chiesa e dai grandi Mistici medioevali - ha trovato la sua configurazione odierna per effetto delle apparizioni di Gesù a S. Margherita Maria Alacoque nel Monastero della Visitazione di Paray-le-Monial, in Borgogna, a cominciare dal 1673, nel giorno della festa di S. Giovanni Evangelista, l'Apostolo dell'amore.

Sr Margherita Maria, che aveva allora 25 anni, raccolta in preghiera dinnanzi al SS.mo Sacramento, ebbe il singolare privilegio della prima delle manifestazioni visibili di Gesù, che si sarebbero ripetute per altri due anni,ogni primo venerdì del mese.

Nel 1675, durante l'ottava del Corpus Domuni, Gesù le si manifestò col petto squarciato, e additando aon la mano il suo cuore esclamò: "Ecco quel Cuore che ha tanto amto gli uomini da non risparmiare nulla, fino a esaurirsi e a consumarsi per testimoniare loro il suo amore. E in riconoscenza, io non ricevo dalla maggior parte di loro che ingratitudini".Un momento del fraterno e cordiale incontro in parlatorio tra la Comunità e i fedeli che hanno pregato con noi.
Margherita Maria Alacoque, prescelta da Gesù per essere la messaggera del S. Cuore, vestiva da un anno lìabito delle Monache della Visitazione a Paray-le-Monial.
Tra le promesse che Gesù fece a S. Margherita Maria, vi era quella della salvezza dell'anima a chi, per nove mesi consecutivi, nel primo venerdì, si fosse unito a Lui nella santa Comunione. Mons. Canessa ha sottolineato che tale devozione ha avuto l'onore di tre Encicliche: quella di Leone XIII, di Pio XI, e di Pio XII. Il Vescovo ha citato, in particolare, quella più famosa e ancora attualissima di Papa Pio XII "Haurietis Aquas"  del 15 maggio 1956, che inizia con la parole con la quali il profeta Isaia simbolicamente preannunciava le molteplici e abbondanti benedizioni di Dio che l'era cristiana avrebbe portato:  "Voi attingerete con gaudio le acque dalle fonti del Salavatore" Is. 12,3 . Mons. Canessa ha spiegato perché la Chiesa desidera che vi sia la contemplazione del Cuore di Gesù partendo dalla preghiera della Liturgia: "O Padre, che nel Cuore del tuo dilettissimo Figlio ci dai la gioia di celebrare le grandi opere del tuo amore per noi, fa che da questa Fonte inesauribile attingiamo l'abbondanza dei tuo doni. !"  Egli ha rilevato che il Sacratissimo Cuore di Gesù ci permette di stabilire una relazione vera con Dio: questa devozione costituisce il centro della spiritualità cristiana e il compendio della storia della Salvezza.

Diceva S. Margherita Maria Alacoque cher  "L'amore rende le anime conformi" , per cui il Signore vuole ispirare nelle anime un amore generoso che, rispondendo al suo, le assimili interiormente al modello divino. La contemplazione del S. Cuore di Gesù, di per se umano e visibile, ci permette di salire a Dio, di per se invisibile.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica insegna che  "Gesù ci ha conosciuti e amati con un cuore umano. Il suo cuore trafitto per la nostra salvezza è simbolo di quell'infinito amore con il quale Egli ama il Padre e ciascuno degli uomini (Compendio, n.93).

Mons. Canessa ha illustrato alcune caratteristiche fondamentali dell'amore del Cuore di Gesù

Il suo è stato un amore totale e gratuito, che è passato attraverso le fatiche e le emozioni delle vita pubblica, le atrocità della Passione, per cui da suo Cuore trafitto è sgorgato sangue ed acqua simbolo dei sacramenti della sua Chiesa, e ha avuto il suo culmine nella morte di croce:  "Li amò sino alla fine"  (gv.13,1). Il suo è stato un amore che Mons. Canessa ha definito trasparente: "sono venuto per fare la Volontà del Padre" (gv 6,38) "Io vivo per il Padre" (Gv 6,57).  Il suo è stato u amore rivolto non genericamente alll'umanità, ma nei confronti di ciascuno di noi. Dalla contemplazione del Sacro Cuore di Gesù nasce, perciò, spontanea in noi la domanda su come sappiamo rapportarci non solo con Lui, ma anche con il nostro prossimo: " riusciamo a esprimere gratuità, amore concreto e non a parole? Riusciamo a fare il bene solo per amor  e del Signore e non con i criteri umani del successo e della gratificazione? "  .  Mons. Canessa ha rilevato che ciò è difficile da soli, ma è possibile solo con il suo aiuto.

In tal modo Gesù Cristo - ha concluso Mons. Canessa - può diventare il punto di riferimento per il nostro cammino e dare significato alla nostra esistenza.

Il neo - Beato Giovanni Parolo II, elevato al Soglio Pontificio proprio nel giorno della festa di S. Margherita Maria Alacoque, nel 1986 andò in pellegrinaggio a Paray-le-Monial e in quella occasione affermò in proposito : "E' vicino al Cuore di Gesù che il cuore dell'uomo impara a conoscere il vero e unico senso della sua vita e del suo destino: è vicino al Cuore di Cristo che l'uomo riceve la capacità di amare". 
"Insegnami a contemplarti così che io diventi come sei tu; che io ti ami sinceramente e semplicemente come tu hai amato me" (Beato Henry NEwan)
PierLuigi Pastorino

Dal settimanale Cattolico della Diocesi di Genova "Il Cittadino" del 6 giugno 2011, a cura di Pier Luigi Pastorino