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Il Cuore di Gesù

Margherita Maria Alacoque insegna che il vangelo è rivelazione dell'Amore di Dio e chiamata alla riconoscenza, che si manifesta aderendo più fortemente alla Persona del Salvatore partecipando ai suoi sentimenti e alla sua missione, preoccupandosi della salvezza di tutti gli uomini.
Alla sorgente di questa ricerca è il Vangelo, che ci fa conoscere l'amore di Dio e l'Eucaristia, che con la Riconciliazione è il sacramento di questo amore offerto e ricevuto.
Il culto del Cuore di Gesù ha dato origine a molte vocazioni e vie di Santità. Certamente non è "obbligatorio". Ma l'accoglienza dell'amore di Dio in questa forma o un'altra, fa parte integrante della vocazione cristiana.
"Nessuno può misurare le meraviglie dell'Amore di Dio" dice san Paolo. Possano queste pagine ravvivare nel cuore dei lettori il desiderio di conoscerle più profondamente.

 

IL CUORE DI GESU'

Il Cuore di Gesù sorgente di ogni grazia e consolazione

Il cuore aperto sulla croce è per la Chiesa la base profonda del culto al Cuore di Gesù. Se l'apertura del costato è la manifestazione suprema dell'amore di Cristo, non può, tuttavia, dispensarci dall'andare incontro a questo Cuore quale si rivela già durante tutta la sua vita terrena: cuore vivo, cuore che ama.

Dal momento dell'Incarnazione il "Cuore di Gesù, formato dallo Spirito Santo nel seno della Vergine Maria" vive.
Scopriamo la sua azione misteriosa ma reale, quando al saluto di Maria alla cugina Elisabetta, questa profetizza nello Spirito Santo.  Si devono leggere i Vangeli per scoprire nella vita pubblica di Gesù la molteplici manifestazioni del suo cuore: cuore che ha pietà, che compatisce, che esulta di gioia, che ammira, che è ferito, che prova timore; ma soprattutto, è un cuore che ama appassionatamente. Un cuore che ama il Padre, suo Padre. Un cuore che ama gli uomini, suoi fratelli: "poiché aveva amato i suoi...li amò fino alla fine" (Gv. 13,1).

QUELLO CHE GESU' DICE DEL SUO  CUORE

Nel Vangelo

Anche se in tutto il Vangelo, Gesù manifesta il suo amore, tuttavia soltanto una volta parla esplicitamente del suo cuore:

"Venite a me voi tutti, che siete affaticati e oppressi ed io vi consolerò: prendete su di voi il mio giogo, e imparate da me che sono dolce e umile di cuore e le vostre anime troveranno pace: perché il mio gioo è dolce e il mio carico è leggero".

(Mt  11, 28-30)

A Margherita Maria

La prima volta che Gesù scopre le "meraviglie del suo amore" a Margherita Maria, le dice:

"Il mio Cuore divino è tanto appassionato d'amore per gli uomini e per te in particolare, che non potendo più contenere in se stesso le fiamme del suo ardente amore, sente il bisogno di diffonderle per mezzo tuo e di manifestarsi agli uomini per arricchirli dei preziosi tesori che ti scoprirò e che contengono grazie di santificazione e di salvezza".

"Il mio Cuore è tanto appassionato":

questa rivelazione dovrebbe sconvolgerci, aprire i nostri cuori di pietra ai torrenti d'amore che Gesù tanto desidera effondere. Non può più conservarli in se stesso.

Deve diffonderli...affinché gli uomini siano in grado di ricevere questo fuoco che è venuto a portare sulla terra.

(cfr: Lc 12, 49)


"Un'altra volta", dice Margherita Maria, "mi svelò le meraviglie inesplicabili del suo puro amore e fino a quale eccesso questo lo avesse spinto ad amare gli uomini, dai quali poi non riceveva che ingratitudine e indifferenza. Questo, mi disse, mi fa soffrire più di tutto ciò che ho patito nella mia Passione, mentre se in cambio mi rendessero un po' d'amore, stimerei poco ciò che ho fatto per loro e vorrei, se fosse possibile, fare ancora di più. Invece non ho dagli uomini che freddezze e ripulse alle infinite premure che ho per far loro del bene".

Qui Gesù vuol ripetere fino a quale eccesso ci ha amati, ma soprattutto si lamenta che non pensiamo a lui: l'amore di Gesù è messo da parte, non interessa più, o così poco...

Un giorno, mentre Margherita Maria adora il Santo Sacramento, ha luogo la grande manifestazione.

"Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini e che nulla ha risparmiato fino ad esaurirsi e a consumarsi per testimoniare loro il suo amore. Invece di riconoscenza, però, non ricevo dalla maggior parte di loro che ingratitudine, tante irriverenze, sacrilegi e disprezzo che essi mi usano in questo sacramento d'amore. Ma ciò che più mi amareggia è che ci siano anche dei cuori a me consacrati che mi trattano così."

Un Cuore trafitto per amore

In questa manifestazione il cuore si è presentato come sorgente dell'amore, di un amore che è andato fino all'estremo. Quest'amore è schernito fino alla sua espressione suprema: il sacramento dell'Eucaristia. E' vero che Gesù si mostra molto sensibile alla riconoscenza come constatiamo già nel Vangelo (Lc 17, 11-19). Ma sono pochi coloro che sanno ringraziare il Salvatore per i suoi doni immensi.

"Per questo ti chiedo che il primo venerdì dopo l'ottava del Corpus Domini sia dedicato a una festa particolare per onorare il mio Cuore col ricevere in quel giorno la santa comunione (...) per riparare tutti gli oltraggi ricevuti durante il periodo in cui è stato esposto sugli altari. Ti prometto che il mio Cuore si dilaterà per effondere con abbondanza le ricchezze del suo Amore divino su coloro che gli renderanno questo amore e procureranno che gli sia reso da altri".

Instancabilmente Gesù cerca di attirarci a Lui. Uscendo dalla sfera privata, se così si può dire, egli domanda a Margherita Maria di impegnarsi all'instaurazione di una festa pubblica in onore del suo Cuore divino, nella sua Chiesa, per rendere grazie al dono immenso del suo amore e in riparazione dell'ingratitudine degli uomini. In una comunicazione più personale, Gesù manifesta tutta la vulnerabilità del suo Cuore quando domanda alla sua confidente di fargli compagnia per un'ora la notte di ogni giovedì, per partecipare alla sua agonia al Getsemani. Egli le dice:

"E' qui che ho sofferto più che in tutto il resto della mia Passione, vedendomi in un abbandono totale del cielo e della terra, carico dei peccati di tutti gli uomini,... nessuno può comprendere l'intensità dei tormenti che soffrii allora".

Da questa confidenza fatta a Margherita Maria è nata la pratica dell' ora santa.
Si deve tuttavia notare che Gesù domanda questa pratica soltanto a Margherita Maria e che la santa non l'insegna a nessun altro.  E' la Chiesa stessa che l'ha proposta,

"la Chiesa che cerca senza tregua quest'ora perduta nel giardino degli ulivi, perduta per Pietro, Giacomo e Giovanni, per riparare la loro diserzione e la solitudine che ha accresciuto la sofferenza del Maestro... Gesù ci permette in qualche modo di ritrovarlo continuamente in quest'ora ormai passata e irreversibile, umanamente parlando, e come allora ci invita a prendere parte alla preghiera del suo Cuore che abbraccia tutte le generazioni umane"

(Cardinale Wojtyla - Giovanni Paolo II - da : Il segno di contraddizione).

Preghiera composta da santa Margherita Maria.

Il Sacramento del Suo Amore - la Sua Presenza perenne tra noi

"Gesù Cristo, mio Signore e mio Dio, che credo veramente e realmente presente nel Santissimo Sacramento dell'altare, ricevi questo atto di profonda adorazione per supplire al desiderio che avrei di adorarti in continuo, e in azione di grazie per i sentimenti di amore  che il tuo Sacro Cuore ha per me. Non saprei meglio riconoscerli che offertoti tutti gli atti di adorazione, di rassegnazione, di pazienza e di amore che questo stesso Cuore ha fatto durante la sua vita mortale, e che fa ancora e che farà eternamente in cielo, al fine di amarti, di lodarti e di adorarti degnamente con lui stesso per quanto  mi sarà possibile. Mi unisco a questa offerta divina che tu fai al divin Padre: e ti consacro tutto il  mio essere, pregandoti di distruggere in me il peccato e di non permettere che sia mai separata da te".

QUELLO CHE MARGHERITA MARIA DICE DEL CUORE DI GESU'

"Ma perché non riesco a riferire tutto quello che so di questa amabile devozione (Devozione: in senso letterale, usato qui, significa darsi, dedicarsi a qualcuno, interamente, senza riserve) e rivelare a tutto il mondo, i tesori di grazie che Gesù Cristo contiene nel suo adorabile Cuore e desidera riversare con prodigalità su quanti la metteranno in pratica?"

"Riferire tutto quello che so":

Margherita Maria ha visto, ha ascoltato, ha toccato l'ineffabile. Molte volte afferma di non poterne parlare.
Sono delle

"meraviglie inspiegabili"

o dei segreti indicibili.

Le parole umane sono così in sufficienti per dire il mistero di Dio, il mistero dell'amore di Gesù. Allora Margherita Maria si esprime con l'aiuto di immagini, e spesso di immagini profondamente bibliche.Cappella Apparizione Le più frequenti sono quelle del sole, delle fiamme, della fornace e della sorgente.

"Il sacro Cuore mi si presentava come un sole sfolgorante di vivissima luce, i cui raggi infuocato cadevano a piombo sul mio cuore".

Altre volte, a questa immagine del sole, Margherita Maria aggiunge quella della fornace e della fiamma che fanno pensare al roveto ardente al quale si avvicinò Mosè.

"Una volta, in particolare, mentre era esposto il Santo Sacramento, sentendomi tutta assorta nell'intimo del mio essere per un raccoglimento straordinario di tutte le mie facoltà, Gesù Cristo, il mio dolce Maestro, si presentò a me tutto splendente di gloria con le sue cinque piaghe sfolgoranti come cinque soli. Da ogni parte di quella sacra Umanità si sprigionavano fiamme, ma soprattutto dal suo adorabile petto, che somigliava a una fornace ardente. Dopo averlo scoperto, mi mostrò il suo amante e adorabilissimo Cuore, sorgente viva di quelle fiamme".

Per mezzo di queste stesse immagini, nel testo che segue, Margherita Maria è introdotta nel mistero dell'amore sofferente.

"Dopo di ciò, il divin Cuore mi fu presentato come in un trono in fiamme, più sfolgorante di un sole, trasparente come un cristallo e con la piaga adorabile. Era circondato da una corona di spine, che significano le trafitture che Gli infliggono i nostri peccati, e da una croce, che vuol dire che dai primi momenti della sua Incarnazione, dall'attimo cioè in cui questo Cuore fu formato, vi fu piantata la croce".

Qui troviamo tutto il mistero della redenzione.
Consideriamo ancora queste immagini di grande valore spirituale di cui si serPrima immagine del S. Cuore disegnata da S. Margherita Mariave Margherita Maria.

Il libro aperto.

Gesù  si presenta alla nostra Santa e le dice:

"Voglio farti leggere il libro della vita dove è contenuta la scienza dell'amore. E, scoprendomi il suo Sacro Cuore, mi fece leggere queste parole: Il mio amore regna nella sofferenza, trionfa nell'umiltà e gioisce nell'unità."
"parole che si impressero così fortemente nel mio spirito che non le ho mai più dimenticate".
"L'amabile Cuore di Gesù si apre per me come un grande libro dove mi fa leggere le lezioni ammirabili del suo puro amore".

L'abisso

Un giorno Gesù aveva domandato alla sua confidente di guardare lo squarcio del suo sacro Costato:

"si tratta", le diceva, "di un abisso senza fondo, scavato da una freccia smisurata, quella dell'Amore".

"In quei giorni sgorgherà una sorgente... per lavare il peccato e l'impurità"

(Za 13,1).

La sorgente

Qui dobbiamo dare una spiegazione: quando Margherita Maria vede il Cuore di Gesù, quando Egli le si presenta, lo descrive quasi sempre con l'aiuto delle immagini già citate; sole, fornace. Ma quando è lei che invita ad andare a Lui, la Santa si serve di altre immagini. Quella della sorgente è la più utilizzata. Questa immagine rievoca la vita sovrabbondante offerta dal Cuore di Cristo.

"Il Cuore di Gesù è una sorgente inesauribile di tutti i beni che vuole diffondere e comunicare".
"Una sorgente inesauribile di delizie, più vi si attinge, più è copiosa".
"Questo Cuore divino è una sorgente feconda di benedizioni e di gioia, una sorgente inesauribile da cui scorrono ininterrotti tre canali: Dal primo parte la misericordia per i peccatori (...), il secondo è il canale della carità che si espande per tutti coloro che si trovano in qualche necessità (...), dal terzo canale emanano amore e luce per i perfetti amici che egli desidera unire a sé per comunicare loro la sua scienza e la sua verità".

Amare l'Amore

Gesù ci dona il Suo Cuore

Gesù ci ha parlato dell'Amore traboccante del suo Cuore: "amore che non può più contenere dentro di sé".

Margherita Maria ci dice, nel linguaggio del suo tempo, con l'aiuto di immagini semplici, quello che ha potuto percepire delle insondabili ricchezze del Cuore di Cristo.
Domandiamo ora all'erede dei suoi tesori di insegnarci ciò che Gesù aspetta da noi, quali sono i suoi desideri. Due passaggi della lettere di Margherita Maria ce li presentano:

"Il gran desiderio di vedere il suo Cuore onorato da un culto particolare mi sembra che abbia lo scopo di rinnovare nel mondo gli effetti della Redenzione".

"Per fare partecipi (dei suoi doni) le anime e i cuori ben disposti, desidera ardentemente di essere conosciuto, amato e glorificato dalle sue creature, nelle quali vuole regnare come sorgente di ogni bene, al fine di provvedere alle loro necessità; per questo vuole che ci rivolgiamo a Lui con gran fiducia, perché vuole che l'amore e gli omaggi degli uomini sia espressione di libera, amorevole e spontanea volontà".

Vediamo così che se il Signore desidera che il suo Cuore sia "amato, onorato e glorificato" è soprattutto per riconoscenza dei suoi favori verso di noi, ma anche per farci lasciare il nostro stato di peccatori comunicandoci pienamente salvezza e vita.
Già nel Vangelo Gesù deplora:

"Non volete venire a me per avere la vita eterna"

(Gv 5,40).

A Paray è venuto a rinnovare il suo invito e offrire

"la devozione al suo Cuore, come uno degli ultimi sforzi del suo amore",

affinché gli uomini, guardando il suo Cuore trafitto d'amore per loro, da Lui ricevano la salvezza.
Come fare per amare, onorare e glorificare il Cuore di Gesù, per rispondere all'invito del Cuore di Cristo, e immergersi in questa corrente di amore?

Accogliere

Il primo passo consiste nell'aprire il cuore

"per appagare in qualche modo l'ardente desiderio del Cuore di Gesù di diffondersi, di comunicarsi".

Questa attitudine di accoglienza richiede necessariamente un riconoscimento delle nostre colpe: siamo tutti peccatori. Richiede fede e fiducia in colui che ci perdona:

"Lei ha sempre troppo timore, è ciò che dispiace al Signore, perché da lei vuole ricevere un'amorosa fiducia",

scriverà Margherita Maria ad una delle sue corrispondenti.

Rispondere

Il secondo passo ci invita ad una risposta d'amore che impegna tutta la vita.
Margherita Maria ci avverte a più riprese

"che non si tratta di una devozione fatta di sole preghiere, ma di perfetta conformità delle sue sante virtù".

E altrove:

"Egli ci manifesta l'ardente desiderio che la nostra vita diventi simile alla sua".

Che cosa vuol dire vita conforme a quella di Gesù Cristo? La nostra Santa risponde:

"Sia costante nell'amare il Sacro Cuore di Gesù Cristo, nel trattare col prossimo (...) cerchi di conformarsi, per quanto le sarà possibile, alla sua umiltà e alla sua dolcezza".

Difatti, la discepola dell'amore sa che il vero amore di Dio produce certamente l'amore degli altri, così ella insegna altrove che amare il Cuore di Gesù vuol dire cercare di fargli piacere

"esercitando la santa carità, pensando e parlando sempre bene del prossimo, assistendo i poveri secondo le nostre possibilità".

Margherita Maria invita spesso anche alla conformità con Gesù sofferente, umiliato e disprezzato. Ma dice:

"Si contenti, senza cercarle, delle occasioni sia di umiliazione che di contraddizione che egli le manderà e ne profitti in silenzio".

A coloro che desiderano andare ancora più avanti nella devozione a questo Cuore pieno d'Amore, Margherita Maria consiglia di rendergli amore per amore consacrandosi a Lui.
Una lettera del 1684 espone magnificamente i mezzi, gli effetti e i frutti di questa azione spirituale.

Consacrazione

"Se lei dunque desidera essere annoverata tra i suoi amici, un primo venerdì del mese, dopo la comunione, fatta secondo questa intenzione, offra questo sacrificio di sé e si consacri tutta a Lui con il proposito di riamarlo e di procurargli tutto l'amore, l'onore e la gloria che sarà in suo potere e nella maniera che Lui stesso le suggerirà. Dopo di che si consideri come una che appartiene e dipende dall'adorabile Cuore di nostro Signore Gesù Cristo: ricorra a Lui in tutte le necessità e, per quanto le sarà possibile, stabilisca il Lui la sua dimora. Così, se corrisponderà ai suoi disegni, che nei suoi riguardi sono grandi, egli riparerà tutto quello che d'imperfetto potrà esserci nelle sue azioni, santificherà quelle buone e così, per mezzo suo, se lei lo lascerà fare, si procurerà molta gloria".

"Nella maniera che Lui stesso le suggerirà"

A un cuore che ama piace ripetere il suo amore alla persona amata. Così, questa consacrazione si manifesterà spesso in formule scritte.
Margherita Maria ne ha lasciato parecchi esempi.
Non si può conoscere e amare veramente il Cuore di Gesù tenendo questo amore per noi soltanto. Coloro che si sono impegnati in questo cammino, che hanno già goduto dei favori "di tesori di amore e di grazie" di questo Cuore, saranno inevitabilmente portati a condividere ciò che hanno ricevuto e, più ancora, a diffondere questa devozione, questo culto che dà tanta gioia al Salvatore.

L'immagineAmore Riparazione Offerta

Tra i mezzi pratici raccomandati da Margherita Maria per amare il Cuore di Gesù l'immagine ha un posto importante, e lo possiamo capire facilmente. Abbiamo bisogno di simboli, di segni visibili per accedere alle realtà invisibili e soprannaturali.
Cristo stesso ha domandato che l'immagine sia esposta soprattutto nelle famiglie "perché il suo Cuore sia onorato".

Gli onori che gli saranno resi, ossia la fede nel suo amore, il rispetto e la gratitudine che essa produce faranno scendere in abbondanza di grazie e di benedizioni, ovunque l'immagine del Sacro Cuore di Gesù sarà venerata, ovunque la carità che essa esprime sarà riconosciuta.

(J. La dame: Les Faits mystiques de Paray. Résiac).

I primi venerdì del mese

Oltre all'immagine, è bene concretizzare nel tempo l'espressione del nostro amore al Cuore di Gesù come Margherita Maria ci invita a farlo:

"Quelli che si affezionano al Sacro Cuore scelgono, per onorarlo, tutti i primi venerdì del mese per rendergli qualche onore particolare, ciascuno secondo la propria devozione".

 

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